Capita spesso ai genitori di chiedersi: “Cosa posso fare quando non capisco quello che dice mio figlio?” La difficoltà nel farsi capire è una delle sfide più comuni e frustranti durante lo sviluppo linguistico dei bambini. Anche quando non ci sono vere difficoltà di linguaggio, può succedere che i bambini vivano momenti in cui non si sentono compresi: possono chiudersi in sé stessi, cambiare argomento, arrabbiarsi o piangere.
Spessissimo, durante i percorsi ConSerenità o le consulenze ConTatto, emerge sempre la stessa domanda: Dana, ma come posso fare quando non lo capisco? Questa situazione si verifica più di quanti pensi anche quando non ci sono difficoltà di linguaggio. Ciò che diventa fondamentale in questi momenti è sapere come reagire.
Per trasformare questi momenti di crisi in opportunità di apprendimento e serenità, è fondamentale adottare un approccio empatico e sicuro. Ecco quindi alcune strategie pratiche per supportare la comunicazione e ridurre lo stress.
5 passi da seguire quando non capite quello che sta dicendo!
1. Cominciate dall’Ascolto attivo
Il primo passo è l’attesa. Anche se ad un certo punto dice una parola che non riuscite a capire. Aspettate, in un primo momento è essenziale non interrompere. Lasciate che concluda il suo pensiero. Questo vi permetterà di raccogliere quanti più indizi possibile dal contesto e fare inferenze corrette sul messaggio, evitando di trasmettere fretta o ansia.
Cosa stava facendo prima? Sta guardando qualcosa di preciso? Sta facendo un gesto particolare che mi ricorda qualcosa, oppure ha detto un’altra parola più comprensibile? Prendete tempo e raccogliete indizi!
Spesso anche solo seguendo questo primo accorgimento diventa tutto più chiaro e riuscite ad interpretare correttamente!
2. Fornite un Feedback immediato
Se il messaggio è chiaro, diglielo subito. Usa frasi come: “Ok, ho capito!” e ripeti la frase correttamente.
Esempio: Se il bambino dice “bumbum”, rispondi: “Sì, la macchina!”. Questo non solo fornisce il modello linguistico corretto (senza la necessità di rimproveri), ma dà al bambino la conferma fondamentale di essere stato efficace e di conseguenza, di essere un bravo comunicatore.
Questo sarà fondamentale quando si relazionerà con figure diverse da te. Si sentirà capace e autonomo e di conseguenza non eviterà tutte le situazioni comunicative!
3. Sfrutta il “pezzettino” buono
Se hai capito solo una parte del discorso, evita di chiedere di ripetere tutto da capo (questo sarebbe molto faticoso, oltre che inutile). Digli ciò che hai chiaro: “Ho capito che vuoi il gioco, ma non ho capito quale”. In questo modo, il bambino capirà che non è stato un fallimento. Che è riuscito a comunicare una parte importante del messaggio. E soprattutto saprà esattamente cosa dire e quale informazione (verbale o gestuale) aggiungere per chiarire l’informazione mancante.
4. Valorizza i gesti e l’indicazione
Se la comunicazione verbale fallisce, non insistere affinché ripeta passivamente. Molto probabilmente la parola non cambierà e questo non farebbe altro che aumentare il livello di stress. Piuttosto suggerisci una strategia concreta:
“Questa parola è difficile, mi fai vedere cosa intendi o mi fai un gesto?” L’obiettivo primario deve rimanere il successo dello scambio comunicativo, non la perfezione dei suoni (a quella ci penseremo durante un percorso logopedico se necessario!).
5. Il Potere del Rinforzo Positivo
Quando il bambino riesce finalmente a farsi capire, premia il suo impegno: “Bravo! Anche se la parola era difficile, sei stato bravissimo a farmi capire cosa volevi, complimenti!”. Aggiungi un consiglio o una strategia che potrà utilizzare quando sarà in difficoltà in futuro: “La prossima volta usa questo gesto insieme alla parola, così sarà più facile!”.
Raccomandazioni per il Successo
- Accogliete i gesti: Se il bambino sceglie di usare i gesti per paura di fallire con le parole, accetta questa modalità senza pretendere la ripetizione corretta o la produzione verbale. Il primo passo è farlo sentire accolto e non forzarlo alla produzione. Limitatevi a fornire voi il modello verbale corretto mentre rispondete al suo bisogno.
- Create una rete: È fondamentale che queste strategie siano condivise con nonni, baby-sitter ed educatori a scuola. La coerenza tra i diversi ambienti evita che il bambino si inibisca fuori casa e che comunichi diversamente a seconda degli ambienti. .
- Il supporto specialistico: Se le difficoltà fonetiche o fonologiche, quindi dei suoni delle parole sono tali da compromettere la comunicazione spesso e anche con le persone che lo conoscono di più, è sempre consigliato intraprendere un percorso logopedico. Insieme ad un logopedista si potrà capire quali altre strategie specifiche mettere in campo e soprattutto se è necessario iniziare un trattamento logopedico.
Se vuoi iniziare un percorso logopedico con me ti basta cliccare su “Cosa faccio” in questa sezione del sito in cui ti aiuterò a individuare il percorso più adatto a te.
Dana